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Le si aggiungono il gufo, il cuculo, il gheppio, il falco
pellegrino, lo sparviero e numerosi rapaci notturni. Nei
boschi si ascoltano frequentemente il ritmico battere del
picchio rosso maggiore e del picchio verde, e il
caratteristico richiamo del cuculo. Le acque del Lago
Matese, dove ancora vive una discreta fauna ittica che
annovera trote, anguille e ciprinidi, offrono un ottimo
punto si sosta a i migratori , per la loro scarsa
profondità e per i fitti canneti che le circondano.
Appostandosi sulle rive si possono osservare, tra gli altri,
lo svasso maggiore, per cui il Lago Matese è una
delle più importanti stazioni di riproduzione in
Italia, la gallinella d'acqua, il germano reale, il merlo
acquaiolo e il tuffetto. Sulle pendici del Miletto nidifica
ancora il falco pellegrino, dominatore di queste rupi.
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Il
cuculo
Ben noto anche ai non esperti per le sue
abitudini parassitiche, il cuculo è un
abitatore dei boschi di pianura. In volo ha una
forma molto simile a quella del falco, con una
livrea grigiastra sopra e molto più chiara
sotto. I maschi e le femmine non sono molto diverse
tra loro; i giovani invece sono rossicci nelle
parti superiori e rigati in quelle inferiori. La
femmina non costruisce il nido ma depone le uova in
quello di altri uccelli, in particolare della
cannaiola; queste portano avanti la cova dell'uovo
estraneo, che schiude prima degli altri. Il piccolo
cuculo, allora, butta fuori dal nido le altre uova,
e rimane unico destinatario delle attenzioni dei
genitori forzatamente adottivi, crescendo
rapidamente. Da adulto il cuculo caccia insetti, in
particolare le urticanti larve della
processionaria, e altre piccole prede nei boschi
dove vive.

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Il
nibbio 
E' uno dei volatili più agili ed eleganti
dei nostri cieli; le ali ampie e la mobile coda
consentono al nibbio bruno un'ottima
manovrabilità ed un'incredibile
abilità nell'afferrare al volo il cibo,
anche da lontano, quando vola, è
riconoscibile per la lunga coda forcuta, che quando
è allargata sembra però più
squadrata. Solo il nibbio reale, suo parente, ha
struttura e colore abbastanza simili, anche se
è più grande e rossiccio. Alcuni lo
hanno paragonato all'avvoltoio, lo spazzino dei
cieli, perchè si nutre di qualsiasi preda
gli si presenti, morta o moribonda, che afferra al
volo. A volte capita di vederlo sui bordi delle
strade dove cerca di contendere a cornacchie e
poiane gli animali schiacciati dalle automobili. Il
nido del nibbio bruno, come quello di molti altri
rapaci, è situato nelle parti più
elevate degli alberi, spesso alla biforcazione di
un ramo. A volte, quando la posizione è
migliore, i nibbi fanno il nido anche sui cespugli
abbarbicati sulle rocce. La femmina depone 2 o 3
uova che inizia a covare subito. I piccoli, che
nascono dopo circa 30 giorni, sono nutriti da
entrambi i genitori e cominciano a volare dopo
circa sei settimane.

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