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 Il Faggio. E' la specie arborea più diffusa del Parco del Matese. Cresce tra i 900 e 1.800 metri di altitudine ed è una pianta che esige condizioni climatiche particolari ed un notevole grado di umidità. Il faggio è un albero caducifoglie e nel periodo autunnale assume stupende colorazioni che vanno dal giallo al rosso al marrone. La sua grandezza e la sua forma variano in base all'altitudine, all'età, all'esposizione ed alle condizioni di fertilità del suolo. I fiori sia maschili che femminili, si trovano sullo stesso albero, ma con infiorescenze separate. Le foglie che in primavera appaiono insieme ai fiori, sono alterne, lucide e con i margini ondulati. Le radici del faggio si estendono orizzontalmente, in superficie. Il faggio è presente nel Parco anche con esemplari secolari, veri e propri monumenti naturali che danno vita a una moltitudine di altri organismi. Il legno del faggio viene usato in lavori di falegnameria e di costruzione.

Le foglie erano, un tempo, usate come strame e talora per riempire i materassi; dai suoi frutti si estraeva un olio usato per l'illuminazione domestica.


  Il Tasso è chiamato anche albero della morte, perché è velenoso in tutte le sue parti. L'unica non tossica è costituita dall'arillo, la polpa rossa che circonda il seme, che è peraltro velenosissimo.
Il
Leccio, specie termofila tipica della macchia mediterranea, formava, un tempo, boschi molto estesi lungo tutte le coste e le montagne interne delle isole del nostro paese.
Di queste foreste oggi restano soltanto pochi lembi.
Nei boschi riparali di una certa estensione, si rinviene l'
Ontano napoletano, alto sino a 15 metri, con foglie ovate a bassa cordata e frutti simili a piccole pigne. Il suo legno, leggiero e compatto, serve per fare scatole e imballaggi.

  Il Ginepro, indifferente al substrato, penetra nelle radure dei boschi e si spinge oltre il limite della vegetazione arborea. Produce coni dalle proprietà antireumatiche, usati in cucina e nella preparazione di liquori come, ad esempio, il gin.

  L'Agrifoglio è un albero di piccole dimensioni che raggiunge al massimo 10 metri di altezza e molte volte si trova allo stato di arbusto. E' una pianta sempre verde, con la corteccia del fusto che si presenta liscia e di color argento e le foglie, di forma ovoidale, dentate e spinose. I suoi fiori, di sesso opposto, sono portati da piante diverse; le sue bacche, di un vivace color rosso sono presenti solo sugli individui femminili e, contenendo un pericoloso glucoside, provocano, per ingestione, vomito e diarrea. L'Agrifoglio, pianta di grande valore ornamentale, è stata raccolta negli anni in maniera indiscriminata, per farne utensili, pioli, calci di fucile, tanto da diventare rara in tutta la penisola italiana; in Umbria la pianta è specie protetta
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