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Chiesa
Santa Maria delle
Grazie;
- la Cinta Fortificata in località
Sterpaia;
- la Cappella di Santa Maria del Piano
era forse in origine una antica basilica longobarda
dell'VIII secolo, costruita sulle rovine di un tempio
romano. La cappella conserva un interessante ciclo di
affreschi risalenti al XIV secolo; nella cappellina vi
è una trecentesca Madonna col bimbo ed un martire che
regge un cartiglio con una scritta gotica.
- i Ruderi del Convento di San Tomeo formati da un
campanile ed una piccola cappella;
- il Palazzo Pandone di origine quattrocentesca,
presenta una porta gotica con lo stemma dei Pandone ed un
portale sovrastato da un bel fastigio gotico catalano
Di notevole interesse paesaggistico sono:
- il Pianellone; la Crocella; il Monte Castellone; il
Cantagallo;
- l'Oasi WWF 'Le Mortine' 
Fra gli eventi vi sono numerosi appuntamenti con
le tradizioni e il folklore locali:
- il Carnevale capriatese martedì grasso;
- i falò di Pasqua in piazza Roma e fuochi
dell'ottava nei diversi rioni;
- la festa popolare del 1° Maggio sul Monte
Procella;
- la festa in onore di S. Rocco dal 14 al 18 Agosto;
- le Processioni serali del Corpus Domini e dell'Assunta il
15 Agosto;
- la sagra del vino;
- la sagra dei ceci e tagliariegli il 5 Dicembre.
Borgo medioevale 
Costruito in posizione strategica su un costone
di roccia e dominato dalla massiccia mole del Castello, era
controllato dalle altre roccaforti dei dintorni e dalle
torri di avvistamento dei paesi appartenenti alla baronia di
Prata. Qui le truppe del Re Ferdinando I d'Aragona
assediarono, nel 1459, Galeazzo Pandone. Il centro abitato
è racchiuso da una doppia cinta di mura di cui quella
interna, delimita un piccolo nucleo di abitazioni e quella
esterna, molto elevata, aveva lo scopo di evitare che in
caso di attacco i nemici potessero scavalcare. Qui è
possibile scorgere il portale d'ingresso dell'antica chiesa
parrocchiale. Fuori le mura un ponte sul fiume Lete permette
di raggiungere strade a mezza costa per Ailano, Valle
Agricola e Alife. Entrando nel borgo da porta Lete si
comprende che il criterio con il quale è stato
costruito era quello della difesa. Due case torri più
elevate rispetto alle altre nelle quali abitavano le
famiglie più importanti. Si incontra la chiesa di
Santa Maria delle Grazie, costituita da una sola navata, che
conserva sulla facciata un portale romanico gotico, in
pietra locale e con arco a sesto acuto, un rosone in tufo
grigio circondato da un fregio Longobardo e un campanile sul
lato sinistro. L'interno, danneggiato da cattivi restauri,
conserva un Battesimo del Redentore, tempera su legno della
fine del XV secolo e una Madonna delle Grazie, olio su tela
molto sciupato di un ignoto artista della scuola napoletana
del XVII secolo.
Chiesa di S.Maria delle
Grazie 
Risalente ai principi del XVIII secolo la Chiesa di
Santa Maria delle Grazie fu costruita vicino alla Porta
bassa, per sostituire l'antica chiesa ubicata nella corte
del castello, dove ancora oggi è visibile il suo
portale d'ingresso. A navata unica con quattro cappelloni di
sfondo, già nel 1730 necessitava di restauri. Assai
propizia fu una visita occasionale di Carlo III di Borbone
che, avendo constatato il degrado in cui si trovava, e,
esaudendo la preghiera dei cittadini, decise di restaurarla
a sue spese; la navata fu allargata con l'abolizione dei 4
cappelloni laterali e furono fatte tutte le decorazioni in
stucco. Il Re, poi, nel 1745, donò alla Chiesa la
bella tela di scuola napoletana del XVIII secolo che
sovrasta l'altare maggiore e raffigura la Vergine delle
Grazie circondata da angeli e puttini, S. Nicola con i tre
fanciulli e il servo Adeodato, S. Giuseppe e S. Antonio.
Accanto alla chiesa vi sono un antico sepolcreto, che, nel
1970, è stato trasformato in salone e collegato al
piano superiore e il campanile che, negli stessi lavori di
restauro, è stato ricostruito e sopraelevato di circa
7 metri, e presenta, in alto , ben visibile, un antico
orologio pubblico.
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Panorama



Il Volturno


S. Maria del
Piano


Oasi le
Mortine


Una torre


Chiesa di S.
Maria delle Grazie

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