Chiesa di S. Croce


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  L'economia del paese è oggi basata prevalentemente sull'agricoltura e, in parte, sull'allevamento del bestiame, che ha incentivato l'industria casearia con la produzione di latticini, formaggi freschi e stagionati e dei tipici caciocavalli.
  Ma l'economia di Castello punta soprattutto allo sviluppo del turismo naturalistico e paesaggistico.
  Di notevole interesse artistico sono:
- la Chiesa di S.Croce , che fu eretta nel X secolo e ricostruita nel 1691 in stile barocco dopo il terremoto del 1688 che ne causò il crollo, la Chiesa di Santa Croce fu riconsacrata al culto nel 1694. La facciata è piuttosto semplice e presenta bei portali. L'interno a tre navate, presenta pregevoli opere barocche e tardo barocche, con alcuni altari incorniciati da ricche decorazioni in stucco ed altari lignei a colonne tortili dorate; domina dietro l'altare maggiore un affresco del Bocchetti raffigurante l'Esaltazione della Croce; sul pavimento sono visibili lastre di antichi sepolcri, alcuni decorati con stemmi gentilizi. Nel suo interno conserva affreschi del XVII secolo;
- i resti delle mura megalitiche sannitiche;
- la Chiesa di S. Antonio del XVIII secolo il cui portale centrale è sormontato da un rosone, una finestra rinascimentale ed un orologio;
- la Chiesa di S. Maria di Ogni Grazia del XVIII secolo, dedicata all'Arcangelo Gabriele è decorata con begli stucchi barocchi. Tra le due chiese sorgono due campanili, uno, il più alto, a base quadrata e l'altro con copertura a maioliche policrome di vaga ispirazione araba.
- le torri della fortificazione normanna che subirono gli assedi del 1229 e 1447 e sovrastano i resti delle antiche mura di cinta; la torre più piccola presenta una merlatura aggiunta posteriormente, mentre la torre grande rivela avanzi di una antica muratura.
- la Chiesa di S. Agostino, del XVIII secolo contigua all'ex-convento dei Padri Agostiniani adibito a Sede del Municipio.
 
  
Di notevole interesse paesaggistico sono delle passeggiate che si possono effettuare nel territorio del Comune:
- la valle Orsara, primo tratto della Valle dell'Inferno, raggiungibile anche da Monte Muto, offre il suggestivo spettacolo dei ruderi di un monastero cistercense, costruito nel 1200 dai monaci dell'Abbazia di Santa Maria della Ferrara di Vairano Patenora, a difesa dei possedimenti di Capo di Campo, Campo Majuri e Santa Maria del Matese, oggi Acqua di S. Maria. Del grandioso complesso, alla cui costruzione si oppose aspramente il Vescovo di Alife e su cui dovette intervenire perfino Papa Onorio III, sono rimasti solo la torre adibita a piccionaia che solitaria scruta la valle, un arco, probabilmente d'ingresso, ed i resti delle possenti mura che cingono il colle. Qui gli appassionati di trekking, oltre ad ammirare le montagne, qualche corso d'acqua ed una fitta vegetazione, se fortunati, possono avvistare l'aquila reale in volo.
- l'Acqua di Santa Maria, posta a est del lago, è un punto di partenza ideale per gli itinerari a piedi, in mountain bike e su moto da trial ed è anche un luogo dove poter consumare pasti all'aperto, essendo l'area attrezzata con barbecue in pietra viva e panche in legno all'ombra di enormi faggi;
- la Valle Concone, dove recentemente sono stati avvistati orsi bruni. si giunge sul punto di confluenza di tre sentieri: quello a destra porta sul monte Muto; quello a sinistra va verso l'altopiano detto Arito e da qui all'Ariola; seguendo il sentiero centrale si giunge nella valle dell'inferno.
- la Valle dell'Inferno, che è un vero e proprio canyon che separa la collina di Castello del Matese da Monte Muto e si presenta come un enorme fenditura nella montagna caratterizzata dalla presenza di piccole sorgenti, caverne, grotte, torrenti che scompaiono tra le pietre per ricomparire più tardi dopo un percorso sotterraneo. Il primo tratto che va dalla Sorgente del Torano di Piedimonte Matese a Valle Orsara, è caratterizzato dalla stupenda cascata che scende dall'orlo del terrazzo di Castello. Giunti al "Malepasso", bisogna far ricorso alle corde, per cui questo tratto è sconsigliato ai principianti. Da Castello del Matese, a piedi o con auto si può scendere al canyon, dominato da una parete verticale che viene usata dagli alpinisti come palestra di roccia.
- il passo di Pretemorto o Miralago, sul cui ampio spiazzo, all'ombra di grandi faggi, si tiene un mercatino di formaggi locali.
- il Lago Matese , incastonato in un paesaggio affascinante, in cui si specchiano due tra le più interessanti vette del Parco, il Monte Miletto e la Gallinola, è assolutamente splendido. Esso si raccoglie nel fondo di una grande fossa, lunga otto chilometri e larga poco meno di due, ai piedi delle alte vette circostanti ed è alimentato dalle acque derivanti dallo scioglimento delle nevi del Miletto e della Gallinola e da sorgenti, alcune delle quali sono perenni. Vari inghiottitoi di tipo carsico smaltivano, fino a mezzo secolo fa, l'eccesso delle sue acque; la costruzione di una diga, realizzata nel 1923 dalla Società Meridionale di Elettricità, ha isolato questi scarichi naturali, trasformando in un unico bacino gli acquitrini che occupavano in precedenza la piana e facendo salire il livello del lago di circa tre metri. In seguito a questa operazione la superficie media dello specchio d'acqua è passata da tre a cinque chilometri quadrati, mentre la profondità massima raggiunge ora i dieci metri. Il bacino è in parte invaso da vegetazione palustre in cui è facile scorgere marzaiole, folaghe, oche e germani reali tra le specie ittiche si segnalano trote, tinche, carpe, lucci, persici. Tutto l'anno, ma soprattutto nei periodi estivi, sono presenti numerosi uccelli acquatici, come marzaiole, germani reali, folaghe e sono state segnalate anche cicogne e fenicotteri rosa. Per visitarlo meglio è possibile servirsi dei lontri, tipiche imbarcazioni di uso locale.
Durante il corso dell'anno a Castello del Matese si svolgono numerose manifestazioni folcloristiche, tra le quali ricordiamo:
- la Festa del Carnevale, che si protrae per tutto il periodo di Carnevale,
- il Ferragosto castellano, dal 17 al 31 Agosto.
- La
Giostra Medioevale
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Chiesa di S. Antonio





Arco





Il lago del Matese