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L'economia di Gioia Sannitica è basata
principalmente sull'agricoltura; pregiata è la
produzione di olio e vino, come fiorente è pure
l'artigianato del legno e del ferro battuto. Di notevole
interesse artistico sono:
- Tombe e resti di un villaggio in località
Compostella;
- il ponte degli Anici, che varcava il Volturno, di
cui restano solo i piloni; alcune tombe e i resti di un
villaggio abbandonato si trovano in località Torre
del Duca e Compostella.
- la
grotta di San Michele ,
dedicata a San Michele Arcangelo e risalente al periodo longobardo,
è raggiungibile attraverso un viottolo di circa 400 mt che conduce
fino al muro di cinta della cappella, posta sotto un grande arco naturale
ricoperto di lecci. La cavità prosegue sulla destra con una scala
scavata nella roccia che si ferma davanti ad un piccolo cunicolo. La
grotta contiene pregiati affreschi come quasi tutti i santuari rupestri
medievali. All'ingresso vi è un altare ospitato nella piccola
cappella. Si racconta che, passando nei pressi della grotta, l'Arcangelo
Michele si sia fermato per poi proseguire il viaggio fino a raggiungere
il Gargano in Puglia.
- il Castello di Gioia
che, edificato con l'arrivo dei Normanni su un colle isolato
che sovrasta il paese per la difesa dalle scorrerie e dalle
rappresaglie dei signori vicini, divenne ben presto luogo di
rifugio degli abitanti durante i saccheggi dei Saraceni.
Oggi i ruderi del Castello mostrano intatto il loro fascino
grazie anche alla sua storia fatta di donne, cavalieri e
fantasmi. Il castello presenta una zona destinata a dimora
del feudatario, costituita da una torre circolare, ed
un'altra, costituita da piccole case per la dimora dei
contadini; il maestoso torrione serviva come estremo e
sicuro rifugio. Un grosso mastio, a forma trapezoidale, si
erge, a difesa del costone interno, verso la valle e, lungo
le mura, vi sono delle torrette semicircolari. All'interno
delle mura, dal lato della valle del Volturno, vi era un
portone, il cui fregio è ancora visibile, da cui si
accedeva al palazzo feudale costruito su tre livelli. Al di
sopra dell'arco di ingresso c'era una scala d'accesso alla
torre e ai piani superiori, come ci fanno supporre le tracce
che rimangono sulle mura ancora in piedi. Sicuramente
c'erano altre costruzioni, situate ai livelli inferiori, per
la difesa della abitazione principale, delimitate da strette
strade di accesso.
Una via centrale divide le costruzioni e un corridoio
periferico separa queste dal muro perimetrale. La
disposizione delle varie costruzioni con le strette strade
è a forma quasi rettangolare, tranne nella parte del
ciglio del dirupo, dove le costruzioni seguono l'andamento
orografico.
- la Chiesa di San Felice, risalente al XVI secolo,
è intitolata a San Felice martire. Chiesa madre dal
1525, nel XVII secolo si arricchì di nuovi altari, di
alcune cappelle e del campanile. La facciata presenta un
timpano di tipo neoclassico, in cui è apprezzabile un
portale in pietra lavorata. L'interno, a tre navate con
cupola, è ricco di numerosi altari e cappelle di cui
le più importanti sono dedicate al SS Rosario, a S.
Felice e a S. Caterina. Vi sono custodite le pregevoli
statue della Madonna dell'Assunta, di Santa Filomena, del
Cristo Morto, della Madonna Addolorata, della Madonna del
Rosario, dell'Immacolata, delle Anime del Purgatorio e la
statua di Santa Lucia. In essa è custodita l'antica
statua in legno, ricoperta di pregiati stucchi e colori ad
olio, di San Michele Arcangelo, raffigurante il santo
con la mano destra armata di una spada in oro e con sotto i
piedi il demonio, espressione del male sconfitto.
- i ruderi del monastero di S. Nicola dove sono stati
rinvenuti molti oggetti antichi e monete d'argento.
- la Chiesa di S. Antonio risalente al XVII
secolo;
- la Chiesa di S. Maria Delle Grazie costruita sulle
rovine della chiesa di S. Salvatore, tra la fine del XVI e
l'inizio del XVII secolo.
- la Chiesa di S. Maria Della Libera, risalente al
XVII secolo e distrutta nel 1774, che conserva solo il fonte
battesimale.
-la Chiesa della SS. Trinità, risalente al
XVII secolo, della quale è notevole un altare ornato
da una tela raffigurante la SS. Trinità ed i SS.
Antonio Abate e Gaetano.
- la Cappella San Pietro, risalente al XVII secolo,
che originariamente era provvista di un solo altare; nel
1638 ne fu aggiunto un secondo.
Di notevole interesse paesaggistico sono:
- Piana delle Pesche che è un pianoro con alberi
giganteschi adatto ad ospitare gli amanti della montagna. E'
situato alla sommità della zona montuosa situata
lateralmente a monte Erbano, raggiungibile tramite una
stradina, un po' stretta e piuttosto ripida, che parte dalla
frazione Curti di Gioia Sannitica e attraversa una faggeta
il cui sottobosco è ricco di fragole. Proseguendo
ancora per circa due chilometri, si giunge in un altro
pianoro, molto caratteristico perché al suo centro
c'è un avvallamento dove si raccoglie l'acqua
proveniente dallo scioglimento delle nevi e piogge
primaverili; i numerosi bovini e gli animali selvatici se ne
servono come di un abbeveratoio.
Tra la fauna si segnalano falchi, cinghiali e
lepri.
- Valle Canale costituita da 10 ettari di Pino d'Aleppo.
Fra gli eventi si ricordano
- la festa di San Michele l'8 Maggio ;
- la festa della SS. Trinità l'ultima domenica di
Maggio;
- la festa di Maria SS. Delle Grazie l'ultima domenica di
Luglio;
- la festa di S. Antonio da Padova la prima domenica di
Agosto;
- la Sagra degli Antichi Sapori dal 12 al 16 Agosto
- la festa della Madonna Assunta e di San Rocco il 15-16
Agosto
- la festa di S. Filomena in Gioia Sannitica il 21 Agosto
;
- la festa di Maria SS. Della Libera la seconda domenica di
Settembre.
- la festa di S. Michele il 29 Settembre.
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Il Castello



Contrada
Taverna


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