Piccolo paesino della valle del Medio Volturno, raccolto intorno al suo centro storico, S. Potito Sannitico era abitato e frequentato già in epoca preistorica, ma il primo insediamento certo risale all'ultimo periodo sannitico. Anche in epoca romana l'area fu popolata, come attestano il ritrovamento di tombe ed i resti di una grande villa con terme e di un acquedotto romano.
  Le Terme di Ercole sorgevano sulla collina delle Torelle, così chiamate dal culto verso quella divinità, idolo da parte di una Gens Potita, che avrebbe dato il nome al territorio. Un'altra ipotesi fa risalire il nome del paese al IX secolo, quando iniziò la diffusione del culto religioso di un giovane, San Potito, martire del II secolo d.C., le cui reliquie furono scoperte a Tricarico e portate a Benevento.
  Dal XV secolo, il Casale Sancti Potiti appartenne al feudo di Piedimonte, e solo dalla metà del XVII secolo si evidenziò una struttura amministrativa abbastanza autonoma, pur rimanendo San Potito un casale di Piedimonte; il parlamento sanpotitese era solito riunirsi nel Largo della Bottega, centro politico-sociale della comunità sanpotitese.
  Nel XVIII secolo il piccolo villaggio assunse la configurazione di un vero e proprio paese; si costruirono case gentilizie delle quali è ancora oggi possibile riconoscere gli elementi architettonici dell'epoca e la configurazione urbanistica assunse i lineamenti tutt'ora esistenti. Dopo una lite giudiziaria iniziata nel 1721, nel 1749 il casale di San Potito riuscì ad ottenere l'autonomia da Piedimonte.
  Nel Novembre 1862, San Potito aggiunse il toponimo Sannitico, per distinguersi da altri paesi omonimi.
  Con la seconda guerra mondiale la popolazione, dopo le requisizioni di bestiame e la cattura, da parte dei tedeschi di molti uomini, fuggì nelle valli soprastanti l'abitato; durante la notte tra il 18 e il 19 ottobre 1943, i guastatori tedeschi, dopo aver saccheggiato il municipio, fecero saltare con le mine molte abitazioni. Nel pomeriggio del 19 le avanguardie americane entrarono in San Potito, consentendo alla popolazione di scendere dalla montagna.
  Di notevole interesse artistico sono:
- i resti di tombe e strutture termali delle terme di Ercole
- la Chiesa dell'Ascensione ,
- la Chiesa di Santa Caterina dove i numerosi affreschi e i resti architettonici risalgono ad un periodo che oscilla fra il XIV ed il XVI secolo;
- il Palazzo Filangieri , che può essere visitato tutto l'anno, previo appuntamento con anticipo di alcuni giorni, esclusivamente da gruppi di almeno dieci persone, fu costruito nel XVII secolo dai Sannilli, ricchi latifondisti della zona; successivamente passò ai Conti Gaetani, che lo ampliarono durante tutto l'800; infine è passato in eredità ai Conti Filangieri, attuali proprietari.
  Palazzo Filangieri è un notevole esempio di casa aristocratica, in cui è possibile rintracciare elementi di epoche antiche fino allo strato archeologico, di cui si conservano i cunicoli degli acquedotti. Abituale dimora dei proprietari è sviluppato su due piani; il piano terra, pavimentato a pietra viva, era destinato a tutti i servizi necessari alla vita agraria, dalle stalle ai magazzini per il grano, il vino e l'olio.
  Dal cortile, intorno al quale si sviluppano le quattro ali del palazzo, pavimentato con mattoni a spina di pesce e ripartito in settori stellari da fasce di pietra viva, attraversato l'ingresso principale, nel quale si apre la cappella di famiglia, c'e una scala, che in piccolo richiama il vanvitelliano Scalone della Reggia di Caserta, che conduce al primo piano, con ambienti ricchi di decorazioni ottocentesche. Le pareti della scala sono decorate in finto marmo policromo e sul ballatoio sono raffigurati, in affreschi del XIX secolo, al centro, una scena di caccia, a sinistra, Socrate, a destra, Aristide. L'appartamento nobile al primo piano è ricco di decorazioni del XIX secolo; i pavimenti in cotto dipinto con disegni unici, geometrici e a finto marmo, i soffitti affrescati con temi dell'eclettismo storicistico, i parati dai colori originalissimi, probabilmente di produzione inglese così come le innumerevoli porte dipinte a finto legno dalla " Grove of London" nel 1810. Molto suggestiva è l'atmosfera nelle sale poste in penombra, nei salotti arredati con mobili d'epoca e ricche tappezzerie e nelle camere da letto con romantici baldacchini.
  Nel Palazzo, oltre alle decorazioni e agli arredi, si possono ammirare una ricca collezione di oggetti degli Indios dell'Amazzonia e del Mato Grosso, raccolti dall'attuale proprietario, e un Museo delle Icone, dipinte su vetro dalla moglie, la contessa Sissy Filangieri: partendo dalla tradizione russa e bizantina, l'autrice rielabora il tema delle icone ottenendo un risultato di calore e di straordinaria vitalità grazie all' uso del colore sulle trasparenze del vetro.
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 Di notevole interesse paesaggistico sono:
- il Complesso Parco D'Amore; Arito, bosco ceduo misto; il Monte Aiola, 15 ettari circa di cipresso, pino nero, ontano napoletano nei quali vivono cinghiali e lepri,
  Fra gli eventi si ricordano
- Quarta Domenica di Maggio si festeggia il Patrono "San Potito"
- 13 Giugno si festeggia S. Antonio;
- Inizi Agosto festa dell'emigrante;
- 15 Agosto si festeggia S. Assunta;
- Terza Domenica di Settembre si festeggia la SS Addolorata:
- 24 settembre Festa dell'uva.


  Chiesa dell'Ascensione



  Chiesa di S. Caterina



  Portale di Palazzo Filangieri


   La scala


  Il giardino