|
T17
Il
castello di Rupecanina |
|
|
Si pensò così di fortificare questa collina del tutto priva di vegetazione e con pochi accessi. Dopo la distruzione di Alife ad opera dei Saraceni, nell'865, i sopravvissuti si trasferirono intorno al borgo di Rupecanina, e costruirono sulla rupe, chiuso da robuste mura e torri, il castello più forte della zona. Il borgo, protetto da una cintura muraria lunga circa 5400 metri, contava 1500 abitanti protetti da una cinta di forti mura dal perimetro pentagonale con cinque bastioni che difendeva tutte le abitazioni raggiungendo, in alcuni punti, un'altezza di 10 metri; verso nord ci sono tre torri quadrangolari, al lato opposto due torri rotonde. La torre occidentale sorveglia un piccolo spazio quasi pianeggiante dove c'è una porta pedonale. Ma la pi˜ importante strada d'accesso era quella che proveniva dal territorio di Raviscanina. Ad est c'è la torre rotonda, inserita nella parte più protetta della cintura muraria, che sovrasta un lungo e ripido pendio. Segue una seconda cinta, al cui interno, nel punto più elevato, sorge il castello vero e proprio che occupava una superficie di circa 2200 mq col Maschio. Costruito in tre tempi, inizialmente sorse il maschio, successivamente fu costruito il grande muraglione ed, infine, il recinto fu prolungato includendo la chiesa di Santa Lucia che divenne una piccola cappella.Tra le due cinte murarie si intravedono i resti del muraglione sannitico e delle mura delle numerose abitazioni. Qui si possono intravedere anche antiche tombe. All'interno del castello è stata rinvenuta ceramica a vernice nera del II - III sec. d.C. e alla stessa epoca risalgono le tracce delle mure megalitiche. La Cappella di Santa Lucia, nell'abside, conserva ancora le immagini di due evangelisti e di notevole importanza sono gli affreschi di tipo bizantino che alcuni, però, ipotizzare siano di un'epoca antecedente. La discesa dalla collina viene fatta sull'altro versante, sulla vecchia strada di montagna che collega il Castello a Raviscanina. Lungo il percorso merita una visita la Cappella del Calvario soprattutto per un importante affresco del XVII secolo nel paliotto dell'altare; la Cappella fu ampliata e ristrutturata da Monsignor Nobiluomo che realizzò pure la costruzione delle 14 stazioni della Via Crucis in maiolica che conducono alla Cappella. Le stazioni sono visitate da numerosi fedeli soprattutto nel pomeriggio della Domenica delle Palme, quando si portano in paese le statue del Cristo morto e dell'Addolorata, e nel pomeriggio del Venerdì santo, quando, dopo la processione per il paese, le due statue vengono riportate nella cappella. |