OP1 Le gole del Quirino


L'area delle Gole del torrente Quirino, situata a ridosso del comune di Guardiaregia, occupa 128 ettari ed è costituita da una stretta e profonda incisione lunga circa 6 chilometri, tra il centro abitato e le alture del Monte Capraro e del Monte Torretta e formano una forra che varia dai 600 ai 1.200 metri
Le Gole del Quirino sono uno dei paesaggi più impressionanti dell'Appennino meridionale dove si possono trovare dirupi inaccessibili, anfiteatri maestosi, colli ameni, speroni di roccia, ripiani strettissimi, depositi detritici e discese, su cui si aprono innumerevoli piccole e grandi grotte generate dal carsismo, delle quali, alcune, abitate nella preistoria, configurano l'imponenza del luogo.
Le acque che alimentano il Quirino provengono dai rilievi laterali alla gola e dalla valle ai piedi del monte Mutria; tutta l'area è ricca di sorgenti e di corsi d'acqua fra cui i torrenti Rio Vivo ed il Quirino; c'è,poi, la spettacolare cascata di San Nicola dove le acque fanno un salto totale di circa 100 metri.
Oltre ad angoli di rara bellezza creati dall'integrazione tra corsi d'acqua, rocce e dirupi, nelle gole del Quirino, ci sono una miriade di grotte, collegate tra di loro, ed arricchite da stalattiti, Negli ultimi anni è stata redatta una carta descrittiva che ne illustra tutte le particolarità, ma, al momento, non sono percorribili dal comune visitatore a meno che non si tratti di uno speleologo esperto.
Estese, rigogliose faggete, l'altezza delle quali supera a volte i 30 metri, abeti rarissimi, ginepri nani impenetrabili, tassi vecchi di mille anni, agrifogli dalle bacche rosse, morbidi muschi, licheni e felci, fiori del sottobosco dai colori smaglianti caratterizzano la varia e lussureggiante flora dell'area.
Lupi solarini, volpi, lepri, gatti selvatici, cinghiali, scoiattoli, vipere e colubridi, innumerevoli specie di insetti, rapaci, tra cui la poiana, e passeri anche non comuni caratterizzano la fauna del territorio.
Risalire per intero il canyon con i suoi 5 chilometri di percorso tormentato e tortuoso e con i suoi enormi costoni di roccia calcarea disposti, per lunghi tratti, a strapiombo sul greto sassoso del torrente non è facile. Alla Gola del Quirino si accede in prossimità della cappella di Santa Maria della Neve, costeggiando un rigagnolo che si riversa nel torrente. Il primo tratto del percorso simile ad un grosso viale ciottoloso, è agevole da percorrere.
Risalendo il torrente ci si accorge che il paesaggio muta il suo aspetto, le rocce mostrano una incredibile plasticità nelle forme, autentiche sculture naturali a cielo aperto.





A metà percorso il torrente si biforca in due rami ed il paesaggio diventa idilliaco: un autentico ambiente tropicale con rocce altissime, completamente ricoperte da una vegetazione lussureggiante di erbe e rampicanti che scendono giù a cascata, e la presenza di minutissime goccioline di acqua, condensata sulle foglie per via dell'elevata umidità del luogo, conferiscono una brillantezza unica al verde dominante, presente in tutte le sue tonalità. Non molto lontano da qui un'altra meraviglia della natura: a dieci metri di altezza dal torrente si apre una caverna con antistante un terrazzo naturale in lastroni di pietra. Procedendo nel percorso si incontrano ostacoli abbastanza impegnativi, impossibili da superare se non si è in possesso di mezzi ed attrezzature idonee. Un enorme masso, precipitato a valle ed incastrato fra due pareti di roccia con andamento a cuneo verso il basso, sovrasta uno scivolo d'acqua concavo, con le pareti perfettamente lisce e levigate. Si attraversa poi un tratto roccioso che la luce laterale e radente rende del tutto irreale, ed alla fine, un corridoio lunghissimo e stretto, una profondissima fenditura nella roccia, conduce finalmente allo sbocco del canyon nella piana di Arcichiaro.